lunedì, luglio 28, 2014

curiosità in cucina

A proposito di cannella

L'uso delle spezie e della cannella in particolare era molto diffuso nell'antichità.
Tra tardo Impero Romano e Medioevo la cannella era considerata un dono adatto ai Re.
Una leggenda localizzava la sua origine nel Nilo, fiume che si credeva avesse la fonte nei giardini dell'Eden.
Era già citata nella Bibbia, nel libro dell'Esodo, era usata dagli antichi Egizi per le imbalsamazioni. Importata in occidente con le carovane durante il medioevo, portò gli Olandesi a impiantare un traffico stabile con lo Sri Lanka nella prima metà del 1600, per divenirne i principali importatori d'Europa.
È usata in molti modi differenti da secoli. La tradizione occidentale la preferisce impiegata nei dolci di frutta, specie di mele, nella lavorazione del cioccolato, di caramelle e praline, come aroma in creme, nella panna montata, nella meringa, nei gelati e in numerosi liquori. La tradizione orientale e creola la usa anche nel salato, in accompagnamento di carni affumicate e non. Entrambe l'amano come aromatizzante del tè.
Questa spezia ha un potere antiossidante  tra i più elevati,  circa 62 volte quello della mela, considerata per parte sua un ottimo antiossidante. 
Contiene tannini, aldeide cinnamica  e  canfora. 
Usata tradizionalmente contro le infreddature e come antibatterico e antispastico, le viene oggi riconosciuta scientificamente la capacità di abbassare il colesterolo e i trigliceridi nel sangue, contribuendo a alleviare i disturbi dell'ipertensione; inoltre esercita una funzione antisettica sui disturbi dell'apparato respiratorio.
Secondo alcune ricerche contribuirebbe a regolare la glicemia postprandiale sia nei pazienti obesi che in quelli normopeso.
L'olio essenziale di cannella ha una forte attività antimicotica e favorisce la circolazione periferica se frizionato sulla pelle.

vin brulè

ingredienti:
un litro di vino rosso scuro e corposo, 
due stecche di cannella, 
un po' di noce moscata, 
200 grammi di zucchero, 
otto chiodi di garofano, 
un'arancia, un limone, una mela

Sbucciate il limone e l'arancia, evitando il bianco, troppo amaro. 
In una pentola inserite un po' di vino, scaldandolo a fuoco lento. 
Mettete dentro anche la cannella, la noce moscata e lo zucchero, quindi la buccia dell'arancia e del limone e la mela, che avrete tagliato precedentemente a spicchi nei quali avrete infilzato  i chiodi di garofano.
Mescolate tutto per far sciogliere lo zucchero. Portare ad ebollizione e lasciate sobbollire per un quarto d'ora, mescolando di tanto in tanto rigorosamente con un cucchiaio di legno.
Il vin brulè è pronto per essere servito (ma ricordatevi di filtrarlo prima con un colino!)

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